Cerchi una soluzione? Indossa un cappello!

Di problem solving abbiamo sentito parlare tutti almeno una volta: identifica la capacità di risolvere situazioni attraverso un’attenta analisi, col fine di trovare la migliore soluzione e la strategia più efficace.
È una delle competenze più richieste quando ci si candida per una posizione lavorativa e una delle abilità di vita considerate fondamentali secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

A volte ci troviamo a dover affrontare circostanze particolari, a dover risolvere situazioni per le quali utilizzare il solito modo di pensare e agire non sarebbe funzionale.
Sono casi in cui bisogna ritrovare la capacità di osservare le cose da diversi punti di vista per scegliere la soluzione che riteniamo più giusta in quel momento.
Quando cambiare prospettiva risulta particolarmente difficile ci viene in aiuto Edward de Bono, uno scrittore con formazione in medicina e psicologia che si è occupato di pensiero creativo e che nel 1985 ha descritto un’innovativa tecnica di problem solving nel suo libro “Sei cappelli per pensare”

La tecnica dei sei cappelli

Questa tecnica, usata con successo in ambito aziendale e generalmente sperimentata in gruppo, serve per aumentare il numero di punti di vista e valutare tutte le prospettive possibili utili alla risoluzione di un problema. Più recentemente è stata presa in considerazione anche nel campo dello sviluppo personale come strumento per chi, alle prese con una decisione difficile, senta la necessità di valutare tutte le possibilità.

Io l’ho utilizzata più volte nel mio percorso di crescita personale e nel mio lavoro, in contesti individuali e di gruppo e oggi oltre a raccontarti di cosa si tratta voglio fornirti indicazioni per provare a sperimentare la tecnica in autonomia. È uno strumento molto utile che potrai utilizzare in tutti i casi in cui sentirai la necessità di una soluzione diversa e innovativa.

Secondo de Bono in questi casi particolari bisogna mescolare i dati, associare le idee in modo nuovo e inusuale, abbandonare le certezze per mettere da parte le considerazioni razionali del pensiero verticale entrando così nel pensiero laterale creativo. Il nostro cervello infatti tende a usare sempre lo stesso schema mentale che ci fa percorrere la stessa strada e ripetere scelte simili a quelle già prese in passato. Non è che non vogliamo prendere strade diverse, è che non le vediamo!

La tecnica parte dall’idea di sei cappelli immaginari, ognuno di un colore differente e con caratteristiche diverse: cambiando il cappello che indossiamo cambia anche il modo di ragionare e pensare, si entra in uno schema di pensieri insolito, che non è familiare e che permette di esplorare differenti aspetti della situazione. Un po’ come un attore in teatro che interpreta vari ruoli tu, visualizzandoti mentre indossi un cappello alla volta, riesci a tenere separati elementi che nel processo decisionale di solito tendono a mescolarsi, generando confusione.
Inoltre i cappelli ti permettono di lasciar emergere qualsiasi tuo pensiero senza censura: è come un gioco di ruolo, chi sta parlando non sei tu ma è il personaggio che indossa il cappello!

Utilizzare questa tecnica in autonomia aiuta a dar voce alle parti di noi che di solito non si esprimono, usata in gruppo fa in modo che ciascun partecipante si senta libero di dire ciò che vuole, senza provare disagio nel lodare o criticare l’idea di un altro perché chi sta parlando è il cappello.

Ad ogni colore il suo significato

Il cappello bianco: neutralità, il foglio bianco.
Quando lo indossi non esprimi un parere, consideri la situazione e tutti i suoi aspetti in modo oggettivo senza lasciarti andare a considerazioni personali.

Il cappello rosso: le emozioni, il fuoco.
Indossandolo hai modo di esprimere in modo sincero le sensazioni che provi in merito alla questione che stai valutando, qualsiasi esse siano senza censurarti.

Il cappello nero: il negativo, la notte.
Con questo cappello in testa prenderai in considerazione tutti i lati negativi, tutti i rischi e i punti deboli, evidenziando così le eventuali lacune della tua soluzione.

Il cappello giallo: il positivo, il sole dorato.
Ti darà modo di valutare tutti i benefici, i vantaggi, gli aspetti innovativi e positivi della soluzione.

Il cappello verde: la creatività, la fioritura.
Il verde è il colore dell’erba che cresce e così, indossando questo cappello, lasci che cresca nella tua mente un’idea che va oltre ciò che è già stato pensato. Esci dagli schemi, ti senti pronta ad osare, provando a sviscerare un’idea nuova, un concetto mai espresso, un’alternativa finora inesplorata senza preoccuparti di quanto possa apparire strana.

Il cappello blu: il cielo che vede tutto.
Questo è il cappello da indossare quando si vuole tornare a una visione più ampia, d’insieme, per decidere quale aspetto va nuovamente rivisto e quale cappello si può tornare ad indossare per ricavare ulteriori informazioni utili.

Come utilizzare la tecnica in autonomia

Fai in modo di avere tempo a sufficienza, cerca di scegliere un posto tranquillo in cui stai bene e ti senti completamente a tuo agio.
Inizia a respirare profondamente e lentamente, concentrati su di te, sulle sensazioni che provi ora, in questo preciso momento.
Sposta quindi l’attenzione verso la situazione per la quale cerchi una soluzione e, visualizzandolo come se lo avessi in mano davvero, indossa uno dei sei cappelli.
Ora che hai il cappello in testa, sentilo come se fosse reale, riporta alla mente il suo colore, le sue caratteristiche. Tieni gli occhi chiusi se ti aiuta a concentrarti o fissa un punto davanti a te.
Ascoltati. Senti quali idee arrivano, quali sensazioni emergono.
Prendi nota di ciò che è arrivato. O parla a voce alta e registrati, se preferisci. Poi passa ad un’altro cappello. Puoi indossare il cappello di uno stesso colore più volte se lo ritieni necessario, l’importante è indossarli tutti e sei almeno una volta.

L’obiettivo di questa tecnica è quello di tracciare le differenti dimensioni del pensiero in modo che la soluzione arrivi “da sola”, come una lampadina che si accende all’improvviso. Non è detto che funzioni sempre, all’inizio potresti avere qualche difficoltà… tuttavia se ci proverai potresti ricavarne uno spunto interessante che fino a quel momento non avevi preso in considerazione, qualcosa su cui tornare a lavorare in un secondo tempo, o magari escludere una soluzione che fino ad allora ti sembrava l’unica possibile. 

In ogni caso vale la pena provare, sarà comunque un’occasione per diventare più consapevole della tua situazione e per conoscerti meglio.

Solo perché un problema non è ancora stato risolto non è detto che sia impossibile da risolvere."

Agatha Christie

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