Di me e di cosa mi ha portata fin qui

Oggi inauguro la mia casa virtuale e come prima cosa voglio raccontarti come aver deciso ad un certo punto della mia vita di diventare chi ero abbia fatto la differenza e abbia segnato il punto di partenza del lungo viaggio che mi ha condotta fin qui, da te.
Il mio lavoro e il mio modo di essere-nel-mondo partono infatti dalla convinzione che per poter vivere in mezzo agli altri e stare bene in relazione sia fondamentale essere chi sei.

Quando cerchi di piacere, di essere accettato, di inserirti in una comunità tendi a mostrarti come gli altri ti vogliono. O come credi che gli altri ti vogliano. Non è facile apparire come sei realmente… spesso non possiedi nemmeno la piena consapevolezza di cosa vuoi davvero, di chi vuoi essere e di dove desideri andare. Così rischi di trascorrere anni a compiacere l’altro mettendoti in ombra, con la convinzione di fare il meglio, e arrivi al punto di non ricordare più la tua vera natura finché smetti di chiederti se quel “meglio” sia il meglio per te o per gli altri.

Io ci sono passata. Per molti anni ho nascosto a tutti chi fossi veramente, a tratti anche a me stessa. In famiglia, per timore di deludere le aspettative di chi mi voleva bene, soffocavo la mia creatività non mostrando aspetti di me che ritenevo sbagliati o inadeguati. Al lavoro, dal momento che nessuna fragilità doveva essere mostrata, tenevo in ombra la mia parte vulnerabile, che è proprio quella che mi rende chi sono.

Queste incongruenze hanno creato nel tempo un profondo conflitto tra l’immagine che davo di me stessa e ciò che sentivo di voler essere. Fino al punto in cui ho scelto di iniziare un percorso di sviluppo personale durato oltre quattro anni, fatto di ore di studio, di psicoterapia, di counseling, di letture, di approfondimenti, di relazioni nutrienti.

Questi anni sono stati un viaggio. Faticoso e meraviglioso, ricco di scoperte e di tesori ritrovati. Divertente e doloroso, perché a volte per andare avanti devi guardarti indietro e scegliere di dire addio a ciò che era per poter vivere pienamente ciò che è.
Quando ho iniziato pensavo che questo percorso avrebbe avuto una fine, sancita dal diploma del Master in counseling, e invece mi sono resa conto che la crescita personale e professionale è qualcosa che non finisce mai perché ogni punto di arrivo è un nuovo punto di partenza. Dopo varie formazioni in metodologie artistiche e quella come facilitatrice mindfulness ho scelto di iscrivermi alla Facoltà di Psicologia e iniziato così una nuova avventura che cerco di vivere giorno per giorno, con il traguardo ben presente ma decisa a godermi le tappe.

In tutti questi anni ho studiato molto e ho lavorato su di me, imparando ad ascoltare e ad ascoltarmi, ad assumermi sempre la responsabilità di quello che faccio e dico, a parlare sempre in prima persona, a riconoscere ed esprimere le mie emozioni, a comprendere che qualsiasi cosa succeda niente potrà mai togliermi la possibilità di scegliere. Ho iniziato a studiare counseling anni fa per incontrare l’altro e ci sono riuscita solo andando oltre le mie resistenze e incontrando prima di tutto me stessa, accogliendomi e accettandomi per essere quella che sono.

E così torniamo all’inizio, all’essere chi sei.
Grazie al counseling sono riuscita ad esercitare la mia possibilità di scelta, decidendo di fare ciò che mi piace indipendentemente dall’approvazione degli altri. Ho iniziato a considerare risorse quelle che prima ritenevo difetti o caratteristiche che “non andavano bene” e questo mi ha portata a vivere una vita lontana dalla staticità, in continua evoluzione, un viaggio che vale il percorso a prescindere dalla meta raggiunta.

Quello che ho imparato e sto imparando, quello che mi ha aiutata a crescere e a stare meglio con me stessa, quello che ogni giorno mi rende sempre più consapevole, da oggi voglio condividerlo con te.
Spero che starai bene qui, e che tornerai spesso a trovarmi. Mi troverai ad aspettarti, con una serie di riflessioni, contenuti, spunti, idee.
Per crescere ancora, insieme.

"Mi sono reso conto che non produce alcun frutto, a lungo andare, nei rapporti interpersonali, comportarsi come se si fosse diversi da come si è."

Carl Rogers

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